Indice
- 1° cosa bella – i panni stesi
- 2° cosa bella – nuova cartella
- 3° cosa bella – mastersnack
- 4° cosa bella – ikebana
- Una cosa che anche no – il mio piede sinistro
1° cosa bella – i panni stesi
Tra le lenzuola appese su una terrazza romana “i soliti ignoti” contrattano con Totò, e Silvio Muccino fa l’amore per la prima volta con Giulia Steigerwalt, perché come lei nessuno mai. Attraverso quelle che svolazzano tra il cielo e il mare delle Hawaii sfrecciano i bombardieri che attaccano Pearl Harbour, e in mezzo a quelle di New York si racconta che c’era una volta in America…
I panni che nascondo e rivelano sono una poesia narrativa a cui hanno ricorso così tanti film che ho in testa un’immagine di Sofia Loren che raccoglie il bucato e che forse mi sono inventata sommando la scena della lavanderia di 8 ½ e qualche Pane e amore e…
Chi non rimane incantato da queste immagini?
Dai pittori…

… alle pagine facebook dedicate
… a una mia semplice foto, scattata di fronte a casa mia.

Io dico che ci vogliono meno asciugatrici per tutti.
2° cosa bella – nuova cartella
Durante il nostro #febbraiosenzasupermercato abbiamo dato fondo alle scorte di frigo e dispensa, scoprendo che abbiamo molte più risorse nella nostra inventiva, tra gli scaffali di casa e le strade della nostra città di quanto non ci rendessimo conto.
A esperimento concluso, ci è rimasto solo un pezzetto di nuova cartella:

Se state pensando “ma è… coppa… prosciutto… capocollo…culatello… fiocco?” state pensando come noi, che è una “nuova cartella”: un salume indefinito che arriva ogni anno nella cesta gastronomica di Natale che ci regala la zia Silvana, che non si sa cosa sia o cosa contienga – proprio come una innominata cartella creata sul computer e di cui non si ricorda lo scopo.
Solo che questa uno scopo ce l’ha, ed è quello di essere affettata al coltello a tutte le ore del giorno, e di finire sopra una fetta di pane. Con grande soddisfazione.
3° cosa bella – mastersnack
La nuova cartella è la pièce de resistance dello “snacks” prima di cena: quando non ci vedi più dalla fame e un piattino come questo ti ridona fiducia nel mondo…

Il masterpreparatore dello snacks di casa è mio marito, che va molto fiero dell’angolazione con cui taglia i cetriolini, della dimensione delle scaglie di parmigiano, della proporzione tra tutte le parti in causa.
Siamo convinti che durante la prossima stagione di Masterchef sarà chiamato come esperto: dopo che tutti i concorrenti stupiranno nel vederlo uscire dalle quinte, presentato da Joe Bastianch, il vincitore della Mistery Baaax avrà diritto di parlarci per due minuti per farsi spiegare i segreti della sua arte. Ma lui gli svelerà anche quello del salume misterioso?
4° cosa bella – ikebana

Una volta all’anno io ho un problema con le rose.
Per San Valentino ricevo un bellissimo mazzo, ché anche se il 13 febbraio dico sempre a mio marito di non farlo, poi quando arriva sono sempre felice.
È molto felice anche Ninja il gatto: una nuova curiosa presenza da provare a mangiucchiare e poi buttare giù.

Gli anni scorsi fissavo il vaso sulla mia scrivania con dello stucco, ma per una settimana vivevo con il terrore che si rovesciasse l’acqua sulla tastiera:
Questa volta visto l’impegno con cui Ninja si è buttato più volte sul mio bouquet (rischiando di rompere il fragile Venini e allagando il comò fin dentro i cassetti – a mezzanotte, ovviamente), abbiamo ideato un sistema elegantissimo per tenere fermo tutto l’accrocchio: il vaso sta infilato dentro un pesante secchiello per ghiaccio anni ’30, protetto dai graffi da un fazzoletto da naso, e fissato in posizione con un rotolo appiccicoso-togli peli dell’Ikea.

E devo dire che funziona, soprattutto se la porta della camera resta chiusa a chiave.
Una cosa che anche no – il mio piede sinistro

Mi aiutate per favore?
Da mesi vivo con un’infiammazione piede e del polpaccio che si estende spesso alla schiena, e che non mi dà tregua.
Sembra mi sia rovinata a portare fuori la Shu camminando per ore con le Birkenstock – imparate da me, NON LO FATE!
Son tanto comode, ma avendo il plantare rigido vanno bene per stare in piedi, non per farci i chilometri.
Sono passata poi alle AAsics, ma la cosa non si risolveva, e su consiglio dell’osteopata ho comprato delle Topo (!), che però hanno addirittura peggiorato la situazione – forse perché sono praticamente delle Birkenstock, ma da corsa?
Davvero, cerco suggerimenti!
Appendice – la sua zampa destra
Quando è stata salvata dal maledetto pastore che la teneva denutrita e coperta di rogna, Sugar aveva già il gomito rotto e mal saldato.
Ora zoppica e spesso soffre tanto che cerca di non mettere il piede a terra.
Siamo un bel duetto, io e la Shu quando usciamo.
Io con il mio piede sinistro, lei con la sua zampa destra.
