Top 5 del mese: le 5 cose di maggio 2021

Incontri e colori che sembrano scritti nelle tavole della legge e che invece si possono superare con un po' di coraggio... e un gran sorriso.

1° cosa – possiamo farlo anche senza mangiare

Indice

cena in terrazza

Oh, io sono una CHE MANGIA.

Una che pensa sempre a cosa cucinerà tra tre ore, a quale vino o quale birra ci starà bene, a quando potrà fare quel viaggio in quel posto dove fanno quella cosa che deve assolutamente essere assaggiata.

Sono una che, come le entri in casa, ti offre il pranzo e la cena se capiti in un’orbita temporale ragionevole per un pasto completo; altrimenti ti propone una merenda a tutte le ore.

Non si patisce la fame, nel mio campo gravitazionale.

Eppure da un po’ di tempo coltivo un pensiero che non ho mai osato esternare prima di qui e adesso.

Ovvero, non è scritto nelle tavole della legge che per incontrarsi bisogna anche:

  • prendere un caffè
  • farsi du’ spaghi
  • ordinare una pizza
  • portare tutti qualcosa che tanto l’importante è stare insieme

Se è per stare insieme, infatti, possiamo stare insieme passeggiando in un parco o stando seduti sul divano.

Nessuno deve per forza cucinare, nessuno deve per forza mangiare.

Non so: a voi sembra scortese?

Dobbiamo per forza dimostrare di essere persone buone, nutrici del prossimo, prone a esporre la nostra vulnerabilità (perché Terence Hill escluso, o si mangia o si mette mano alla pistola)?

Forse che il patto sociale non viene rispettato, se tra “ciao come stai” e “ciao rivediamoci presto” non compare un pezzo di focaccia e un bicchiere d’acqua?

Chiedo perché oltre che una che mangia, sono una che patisce le chat di famiglia in cui si fissa a fatica una data per trovarsi tutti insieme e poi per due settimane si contratta se ci va o no il timo nel sugo del primo; e le chat di classe dove una mamma si immola per prendere le ordinazioni per la cena di fine anno in spiaggia, proponendo margherita per tutti per semplificare, e subito arrivano quelli che io però una capricciosa, io una bufala, io una chittemuort’.

Oh, lo so che è così in ogni cultura sulla faccia della terra: ci si incontra e si mangia.

A volte vado a Milano e non riesco a vedere i miei zii perché nonostante siano in pensione e non siano legati ad orari d’ufficio, se non è per l’aperitivo o per cena non si riesce a triangolare perché non si concepisce un incontro che non sia al desco. E mi sembra assurdo.

Chiedo a voi, e non è una domanda retorica: siamo capaci a questo stadio evolutivo dell’umanità di organizzarci in maniera semplice, e vederci anche fuori orario pasti?

2° cosa – un altro maggembre, con un giorno color lime

La primavera del 2021 è stata la più fredda dal 2013. Abbiamo avuto un altro maggembre, con pioggia e gelate che hanno compromesso persino la produzione di miele.

Un paio di giorni di sole squillante li abbiamo avuti però, e io quelli aspettavo per “rinnovare”, come si dice in Toscana per dire che lo metti per la prima volta, questo mio outfit of the day in total lime.

Ho fatto il filo a questo vestito di lino per più di un anno su questo negozio di Etsy (dove ho comprato anche due bluse e due gonne): non mi osavo, come si dice in Piemonte, perché mi hanno cresciuta a pane e armocromia (“i colori acidi sulle bionde non vanno bene”).

Ma avendo già sfondato la barriera del giallo, sapevo che la mia nuova frontiera sarebbe stato un colore da evidenziatore.

Mi sono finalmente lanciata, stringendo nel pugno un metaforico santino di Nicole Kidman che agli Oscar del 1997 si era presentata con questo vestito di John Galliano per Christian Dior, scioccandomi per il suo coraggio e cambiando per sempre la mia percezione di cosa è consentito o meno fare a una donna (TUTTO PUÒ FARE, TUTTO).

Nicole Kidman e Tom Cruise (Photo by Ke.Mazur/WireImage)

Devo ammettere che certi schemi mentali sono duri a morire, ma sono uscita di casa così, con un po’ di emozione:

sasha carnevali in verde

“Ma cosa sto facendo, se mi vedesse mia nonna mi darebbe le mestolate nella schiena, però sono fighissima perché va’ che coraggio, e il coraggio mi rende orgogliosa e l’orgoglio mi fa sorridere, e ciaone armocromia: non c’è colore che doni di più di un sorriso.”

sasha carnevali in un vestito verde lime

3° cosa – cuore di vetro

Quando Spotify mi ha proposto la cover di Miley Cyrus di Heart of Glass, che mi è piaciuta moltissimo, ho ripensato a questo:

Ricordo bene quando ho visto Blondie la prima volta (ho saputo solo dopo che era Debby Harry, non “Blondie”) e sono ne rimasta affascinata e umiliata allo stesso tempo e alla stessa misura.

Avevo 9 anni e lei era così bella che capii in un attimo cosa volesse dire “essere sexy”.

Volevo crescere ed essere come lei, ma sapevo benissimo che non lo sarei mai stata.

Che nessun vestito con una sola spallina mi sarebbe caduto così, che non avrei avuto quella bocca e quegli occhi liquidi e che quelli che avevo non li avrei mai mossi in maniera così scostumata.

Ancora oggi arrossisco a guardare la sua bellezza incandescente: è insopportabile.

Chissà come sarebbe stata, lei, in un vestito color lime…


4° cosa – la prima sgolata in barca

C’è un libro delizioso che si chiama “La prima sorsata di birra”, che parla di piccoli piaceri che donano momenti di felicità perfetti.

La prima sorsata di birra, appunto, quando stappi la bottiglia e quel freddo frizzante e amarognolo azzera ogni pensiero e ogni sete.

Un piccolo coltello in tasca, le more nei boschi d’estate, le conversazioni attorno al tavolo di cucina sgranando piselli…

All’autore Philippe Delerm, che è uomo di campagna, vorrei suggerire un altro momento, da donna di mare: la prima sgolata in barca.

Dicesi “sgolata” un copioso versarsi addosso qualcosa di liquido (“mi sono sgolata la birra addosso inciampando nel gatto), un copioso bagnarsi accidentale (“è scoppiato il temporale mentre ero fuori col cane e ho preso una sgolata”) o moroso (“mi hanno tirato un gavettone e mi hanno sgolata”).

La prima sgolata in barca avviene in genere a maggio, con le uscite del weekend ancora vestiti con pantaloni lunghi e felpa.

Quando è estate e sei in costume lo noti meno, se batti su un’onda con lo scafo e quella salta su e ti ricopre di acqua. Ridi, perché è sempre un’esperienza esilarante, magari prima dici “OH!”, magari ci tiri anche un santo se stavi dormendo cotta dal sole e non te lo aspettavi.

Ma la prima sgolata di maggio per me è proprio speciale: è eccitante, è un riconnettermi a una situazione che era andata in letargo otto mesi prima e di cui adesso ho proprio bisogno, il sole e le nuvole, il silenzio delle cose umane, il rumore del vento, l’aria pulita e umida di sale, la distanza da quello che è a terra.

sasha carnevali j24

Quell’onda di Hokusai che mi piomba addosso e mi lascia con un lato completamente zuppo… non ci sono santi: mi fa ridere, e tanto.

5° cosa – Michela che ride

Avevo appena aperto la porta con quattro borse tra le braccia, era quasi mezzanotte, arrivavamo dal primo weekend in barca. Ho sentito una risata acuta, di pancia, ho visto le sue piccole scarpe nell’ingresso e ho sorriso largamente: c’è Michela.

Non so se siamo tutti d’accordo, ma per me il suono più bello del mondo è un figlio che ride mentre non ti vede.

Perché se è felice per qualcosa che non dipende da te, vuol dire che le cose gli vanno bene, e che stai facendo un buon lavoro di genitore.

Poi, col tempo e la famiglia che si allarga, scopri che la regola vale anche per i nipoti e le nuore: anche se in questo caso ovviamente non hai nessun merito, se non quello di aver partorito con dolore dopo 9 mesi di vomito e 16 ore di travaglio il ragazzo che sta guardando Mr Bean intrecciato a lei, a mezzanotte, sul tuo divano che puzza di cane e di gatto.

Michela che ride forte di notte, che al mattino viene a svegliare Pietro per farlo studiare, che impasta il pane di pomeriggio, che fa il bis di lasagne a cena.

pietro casella

Michela ci voleva proprio. Grazie per essere arrivata.

Appendice

the green lady new york
Photo @ Brandon Stanton for Humans of New York

Dopo aver pubblicato questo post ho scoperto che Brandon Stanton di Humans of New York ha fotografato questa signora, conosciuta come “The Green Lady”. Seguite il link, guardate e leggete.

Ora so per certo che lime is the way to go 🙂

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